Scudetto, scandalo arbitri e Chivu: l'Inter più pazza della storia
Dalle macerie della finale di Champions persa contro il PSG al tricolore cucito sul petto: come l'Inter di Cristian Chivu ha vinto uno scudetto che nessuno si aspettava. E perché la festa è già avvelenata
C'è un paradosso tutto nerazzurro in questa prima settimana di maggio 2026. L'Inter ha appena vinto il ventunesimo scudetto della sua storia — il secondo consecutivo — battendo il Parma 2-0 a San Siro davanti a settantamila persone in delirio. Eppure il giorno dopo, invece di parlare solo di champagne e caroselli, si parla di intercettazioni, procure e uomini convocati a testimoniare.
Il simbolo di tutto si chiama Cristian Chivu.
Da dove viene questo scudetto
Per capire cosa ha vinto l'Inter, bisogna tornare al 31 maggio 2025. Quella notte, a Istanbul, i nerazzurri hanno perso la finale di Champions League contro il PSG. Una debacle che sembrava chiudere un ciclo. Simone Inzaghi se ne va in Arabia Saudita. Il gruppo appare improvvisamente fragile. E la scelta, tutt'altro che scontata, ricade su Cristian Chivu — ex difensore nerazzurro, allenatore delle giovanili, nessuna esperienza in panchina nel calcio degli adulti.
Una scommessa. Un salto nel vuoto. Almeno in apparenza.
Invece Chivu ha costruito qualcosa di solido. Campione d'inverno, l'Inter ha allungato fino a otto, poi dieci punti sulle inseguitrici tra fine 2025 e inizio 2026, inanellando 14 vittorie in 15 partite nel periodo più prolifico della stagione. Quando Milan e Napoli hanno provato a riaprire i giochi, la risposta è stata sempre la stessa: maturità, solidità, nessuno strappo.
Il momento simbolo della stagione è la rimonta di Como: dall'0-2 alla vittoria per 4-3 alla trentaduesima giornata. Una squadra che non si disunisce mai.
La notte dello scudetto
Domenica 3 maggio 2026, ore 20:45, San Siro. Il Napoli aveva pareggiato 0-0 a Como nel pomeriggio. All'Inter bastava un punto. Ne ha presi tre.
2-0 al Parma. Calhanoglu e Lautaro Martinez i marcatori — il capitano con uno dei suoi gol da prepotenza, dopo un lungo recupero dall'infortunio. Ottanta gol in campionato, un dato superato in Europa in questa stagione soltanto dal Barcellona.
Sugli spalti, settantamila persone. In campo, lacrime. Chivu che abbraccia i suoi giocatori come se stesse ancora cercando di credere a quello che era appena successo.
Zanetti, voce storica e coscienza del club, ha già proiettato il futuro: "L'anno prossimo voglio arrivare in fondo anche in Champions." Il punto nero della stagione resta proprio l'Europa: l'eliminazione dalla Champions è la macchia su una stagione altrimenti quasi perfetta. Marotta lo ha chiamato "puntino nero." Ma stanotte, il nero era solo quello della seconda stella sul petto.
Il veleno nella festa: lo scandalo Rocchi tocca l'Inter
La mattina dopo, però, arriva la notizia che nessuno voleva leggere.
L'inchiesta della Procura di Milano sul sistema arbitrale si allarga. Tra le intercettazioni depositate agli atti compare il nome di Giorgio Schenone, club referee manager dell'Inter — ovvero la figura che gestisce i rapporti tra il club e la classe arbitrale. Il pm Ascione vuole sentirlo. Non è indagato. Ma viene convocato come testimone.
Nell'intercettazione, secondo le ricostruzioni, Rocchi cita Schenone in una riunione del 2 aprile in cui si discuteva delle designazioni. Il caso Inter-Roma — con l'audio sparito sul fallo di N'Dicka su Bisseck — resta uno dei filoni più caldi dell'inchiesta.
Il club ha fatto sapere di essere "infastidito ma tranquillo." Nessun dirigente risulta indagato. Ma la vicinanza dello scandalo alla festa scudetto è un'ombra difficile da ignorare.
Chivu: chi è l'uomo che ha vinto tutto alla prima
La vera storia di questa stagione è lui. Cristian Chivu, 46 anni, ex difensore dell'Inter con cui ha vinto il Triplete nel 2010 sotto Mourinho, ha preso la squadra in un momento di fragilità e l'ha trasformata in campione d'Italia.
Non con rivoluzioni tattiche. Con empatia. Con umanità. Le sue parole dopo la vittoria la dicono lunga: "Cerco di non ripetere gli errori dei miei tecnici." Thuram lo ha celebrato con parole che pesano: "Ha significato tantissimo per noi. È stato aria nuova. Ha significato personalità."
Bastoni, pilastro difensivo, ha detto: "L'Inter è importante nella mia vita. Chivu è uno di noi."
È una di quelle storie che il calcio produce raramente. Un allenatore esordiente, una squadra che sembrava dover ricostruire, uno scudetto vinto con dieci punti di vantaggio. E una serata a Piazza Duomo che Milano ricorderà a lungo.
Cosa succede adesso
L'Inter è campione d'Italia per la ventunesima volta nella storia. La premiazione ufficiale è prevista per il 17 maggio, nella penultima giornata di campionato, in occasione del match casalingo contro il Verona — con San Siro già sold out.
Nel frattempo ci sono ancora quattro partite da giocare: Lazio-Inter in campionato il 9 maggio, poi la semifinale di Coppa Italia sempre contro la Lazio il 13. L'obiettivo dichiarato è il double. Forse il treble, se la Coppa dovesse arrivare.
E Chivu? Il contratto c'è. La fiducia della società anche. La domanda che ci si pone già nelle ultime ore è quella che il calcio pone sempre ai vincitori alla prima: era il ciclo di Inzaghi che si chiudeva con uno scatto d'orgoglio, o è l'inizio di qualcosa di nuovo?
Forse è presto per dirlo. Ma stanotte, a San Siro, sembrava decisamente la seconda.